Atella e la Centuriazione Romana

CardineTFSotto il dominio romano cominciò l’opera di ripopolamento del territorio. Il grande agro pubblico, ascritto ai beni del popolo di Roma, venne diviso e razionalizzato con una vasta centuriazione, che fu estesa a nord e a sud del fiume Clanio, tra Capua ed Atella.

Il territorio fu diviso in quadrati regolari di terre, mediante strade che si intersecavano ad angolo retto (limites), con un modulo di ampiezza costante nell’ambito della stessa centuriazione. La base di ogni limitazione era data dal decumanus maximus (Est-Ovest) e il cardus maximus (Nord-Sud).

In uno degli incroci principali della centuriazione del territorio atellano, sorse nel tredicesimo secolo il tempietto in onore di San Sossio, a cui gli Aragonesi affiancarono una imponente torre di guardia, intorno alla quale -a partire dal XV secolo- furono realizzate le strutture che oggi compongono il Casale di Teverolaccio, una masseria fortificata protetta da mura in tufo, accessibile attraverso tre portali monumentali.

leggendaMappacomunitaL’assegnazione dei terreni dell’agro centuriato comportò così l’arrivo di una nuova popolazione, formata da 2.400 coloni, assegnatari delle particelle contenute nelle 240 centurie, e delle loro rispettive famiglie, che si aggiunsero agli abitanti del luogo. L’occupazione totale di questo territorio, dovuta alla presenza produttiva delle famiglie di coloni, provocò quella massiccia opera di trasformazione e di conservazione dei luoghi, che ancora oggi mostra la sua dimensione e importanza.

Oltre alle tracce topografiche, la testimonianza dell’opera di este genti determinò la nascita del primo apparato toponomastico di cui è pervenuta traccia. I nomi dei luoghi erano per lo più significanti l’appartenenza degli stessi ai proprietari oppure dovuti alle caratteristiche geomorfologiche del luogo. Così entrarono nella memoria storica del territorio i nomi legati agli insediamenti di Carinarum, Centora, Cese, Ducenta, Furinianum, Graecinianum, Luxianum, Subsecivum, Teveriolum, Vicus Foeniculensis, Liternum.

 

Cos'è una mappa di comunità

La mappa di comunità è uno strumento con cui gli abitanti di un determinato luogo hanno la possibilità di rappresentare il patrimonio, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni. Evidenzia il modo con cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro. Consiste in una rappresentazione cartografica o in un qualsiasi altro prodotto od elaborato in cui la comunità si può identificare.