Le Fornace

LeFornaceLOCALIZZAZIONE:
Provincia: Caserta
Città: Sant’Arpino, Strada Provinciale 2
Coordinate GPS: @40.961532,14.261064

DESCRIZIONE

I forni usati per la cottura dei mattoni sono identici a quelli usati per i vasi da cui differiscono per le dimensioni. Essi sono parzialmente interrati per conservare meglio il calore e favorire le operazioni di carico e scarico dei materiali. La parte inferiore è composta da una camera di riscaldamento (corrispondente a quella conservata nel cimitero) che viene fornita di combustibile attraverso un’apertura, parzialmente murata durante la cottura per limitare la ventilazione. Il combustibile è costituito da vegetali, quali arbusti secchi, erbe, noccioli vari, gusci di mandorle e pigne.

La camera di riscaldamento è coperta da un piano forato in mattoni. La camera superiore del forno è quella dove vengono posti per la cottura mattoni, tegole o vasi e viene chiamata "laboratorio". Il tiraggio viene assicurato da un’apertura nella parte superiore del " laboratorio”.

NOTIZIE STORICHE

L'attuale cimitero di Sant'Arpino sorge a sud dell'antica Atella e ad ovest della strada che collegava in antico Capua a Neapolis attraversando Atella.

A nord la strada entrava all'altezza del Cardine Massimo che corrisponde all'attuale via S. Maria a Piro ed usciva poco lontano dal cimitero.

Lungo la strada si disponevano i monumenti funerari; uno di questi fu rinvenuto negli anni ottanta. Gli scavi effettuati in occasione della realizzazione dell'ampliamento del Cimitero hanno portato alla luce parte di una villa romana di cui sono rimasti pochi resti in pessimo stato di conservazione. Si è rinvenuta la fondazione di un muro lungo tredici metri che delimitava la pararustica della villa e tracce di un doliarium, ambiente destinato alla conservazione di vino e di olio in grandi contenitori di terracotta (dolia) parzialmente interrati.
Il doliarium era posto ai margini di una grande aia in terra battuta di cui si conservano ampi tratti. Ai limiti orientali dello scavo si è rinvenuta una sepoltura a fossa terragna. La villa si data in età imperiale romana.

Successivamente, allo scopo di riutilizzare parte dei materiali costruttivi della villa, nelle vicinanze del complesso si impiantava, tra il V ed il VII sec. d.C., una fornace.

Questa era costruita con blocchi di tufo di reimpiego prelevati da edifici più antichi verosimilmente non molto lontani. All'interno della camera di combustione si sono conservate le tracce del legno bruciato.

La fornace ritrovata a Sant'Arpino è stata usata verosimilmente anche per la preparazione della calce. Questa si ottiene per calcinazione della pietra calcarea a circa 1000° C; nel corso di questa operazione la pietra perde il suo gas carbonico,Il prodotto che resta è la "calce viva" ossido di calcio. Le pietre ottenute vengono immerse nell'acqua dove iniziano a sciogliersi liberando calore e trasformandosi infine in una pasta che è "la calce spenta".

Per la cottura della pietra nell'antichità si avevano tre diversi sistemi: cottura al forno con focolare alla base, cottura al forno per impilamento e cottura in un'area scoperta.

Il forno a calce funziona esattamente come un forno per ceramica ed è a pianta circolare. La zona centrale è la camera di riscaldamento intorno alla quale vengono ammassate le pietre. I forni venivano installati in prossimità dei luoghi dove era facile reperire i materiali; per tali motivi in età tardo antica essi si ponevano vicino a monumenti, strade lastricate etc. in disuso.