Il Casale di Teverolaccio

CasaleTeverolaccioLOCALIZZAZIONE:
Provincia: Caserta
Città: Succivo, via XXIV Maggio
Coordinate GPS: @40.972948,14.250598

DESCRIZIONE

Il complesso di Teverolaccio è un interessantissimo e ben conservato esempio di casale fortificato. Fondato probabilmente in età aragonese, fu assegnato in feudo come baronia tra il 1520 e il 1530 a Giovan Battista Palumbo. Passò quindi ai Pisano (1550 - 81), ai Di Nardo (fino al 1623), ai Seripando (fino al 1653). 

Pervenne infine ai Filomarino che lo tennero fino 1807 (eversione della feudalità) per cederlo poi ai Pignatelli di Tricase (fino al 1874), da cui pervenne ai Bonocore ed infine alla duchessa Maria Rosaria Diana (dal 1939). Nel 1983 il complesso fu acquistato dal Comune di Succivo per essere destinato ad attività culturali e sociali. Dal 1655, per volontà di Ascanio Filomarino, nipote dell'omonimo arcivescovo di Napoli, il casale ospitò un fiorente mercato settimanale (mercoledì) rinomato soprattutto per il bestiame ed il formaggio.Le strutture architettoniche più rilevanti (torre, palazzo e chiesa) sono affiancate a formare una vasta aia aperta ed una piccola corte chiusa. Degli altri edifici citati nei documenti (mulino, taverna, macelleria) sopravvive solo il forno. Tutto il casale è racchiuso da una cinta muraria aperta da tre porte di cui due monumentali, e da un piccolo fossato. La parte più antica è la possente struttura originaria della torre quadrata posta ad ovest. Mostra i caratteri tipici delle costruzioni militari di età aragonese, con la suddivisione in tre livelli separati da tre imponenti redondoni toroidali, in tufo grigio, e coronata da una caditoia a beccatelli poggianti su mensole in calcare. Di grande interesse sono le cornici delle finestre, forse successive di qualche decennio rispetto al resto della costruzione, sempre in piperno, alcune delle quali recano i segni delle corte che servivano ad accedere ai diversi livelli della torre. Infatti, originariamente, essa non aveva accesso al piano terraneo. La torre è affiancata da un piccolo vano a pianta circolare che ospita una scala. Il lungo edificio contiguo alla torre, che ancora conserva le mensole originarie rinascimentali, dové sorgere sotto il baronato del Palumbo, per poi essere sopraelevato (sottotetto con oculi e comignoli) probabilmente a metà del '700. Chiude la corte interna, in parte ad archi, l'altro edificio palaziale; fu costruito tra il 1653 e il 1666. La chiesa, dedicata a S. Sossio pare possa essere identificata con quella già citata in un documento del 1205 (in Villa Tybulare Sancti Sossi). L'attuale costruzione risale al 1654, come dichiarato nell'architrave del bel portale ancora di forme tipicamente rinascimentali, mentre l'interno è in forme barocche, sia per la pianta ellittica che per gli arredi (altari ed acquasantiere in marmo, pavimento maiolicato).

NOTIZIE STORICHE

Il Casale di Teverolaccio sorge appena fuori dal centro abitato di Succivo, su quel territorio che in passato fu di pertinenza dell'antica città di Atella.

E' noto che in questo sito esisteva un piccolo villaggio già dal XIII secolo, conosciuto con il nome di Villa Tyburolae Sancti Sossii, con annessa una chiesetta dedicata proprio a San Sossio, il quale restò un semplice insediamento rurale fino al periodo aragonese. Fu proprio in quegli anni che venne eretta la Torre, preposta al controllo di importanti vie di comunicazione tra Acerra, Aversa, Capua e Napoli.

Inizialmente proprio per le sue funzioni difensive, queste Torre merlata non prevedeva alcun accesso dal pian terreno. Infatti, per entrarvi, i soldati di guardia dovevano arrampicarsi con delle corde fino alle finestre dei tre livelli, e di cui sono ancora visibili i segni sui davanzali. Nel cinquecento, quando il proprietario divenne il barone Giovan Battista Palumbo, fu costruita la prima parte del Palazzo che incorporava la Torre, ormai privata del suo scopo militare, in un corpo lungo e procedeva poi ortogonalmente formando una pianta a forma di L.

Nella seconda metà del Seicento, feudatari del casale divennero i Filomarino, la cui famiglia in seguito all’acquisizione del palazzo prese la denominazione "della Torre". I Filomarino detennero il possesso del feudo per oltre 150 anni e contribuirono notevolmente ad ampliare la sua importanza soprattutto grazie all'attività svolta al suo interno. Ottennero, infatti, il permesso di tenere dal 1655 una fiera di bestiame ed un mercato di commestibili, in particolare formaggi e salumi, che divenne in poco tempo ricco e frequentato da avventori provenienti da tutta la provincia. La presenza del mercato determinò anche la costruzione di una cinta muraria, della quale oggi restano i due portali d’accesso, e di nuove strutture che furono adibite a magazzini e a postazioni per la vendita, da fittare ai mercanti, e delle quali ora sopravvive solo la struttura della taverna e del forno. Fu costruita inoltre nel Settecento una sopraelevazione con aperture ovali, che fu adibita ad uso di granile. I Filomarino della Torre riedificarono anche la Chiesa di San Sossio nel 1654, come si può leggere nella data incisa nell’architrave del portale.

Nella seconda metà dell’Ottocento, quando il mercato cominciò a perdere d’importanza, il Casale di Teverolaccio si avviò verso un graduale declino, fino al 1985, quando dalle mani dell’ultima proprietaria privata, La Duchessa Maria Rosaria Diana, passò al comune di Succivo, al quale appartiene oggi.

ATTUALE UTILIZZO

L’Ecomuseo di Terra Felix si sviluppa a partire da questa splendida cornice tardo medievale, masseria fortificata dominata dalla torre aragonese e circondata da fertili campagne, caratterizzate dalla coltivazione della vite maritata al pioppo, altrimenti detta "alberata aversana". I terreni circostanti al Casale, sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei Beni Culturali, sono stati vincolati nel 2006 dal Ministero per i BBCC dopo le denunce di Legambiente GEOFILOS, al fine di preservare il contesto paesaggistico in cui il Casale è nato e si è sviluppato nei secoli.